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Il comune di Pragelato appartiene a: Regione Piemonte - Città metropolitana di Torino

Le Miniere e il minerale

La miniera del Beth

Dai Forni di San Martino (m 2320) la calcopirite veniva poi trasportata con slitte e carri, sempre trainati da muli, a fondovalle, alla Fonderia della Tuccia. Il trasporto del minerale risultava lento e faticoso, a causa delle condizioni meteorologiche spesso avverse. Tale problema, che fu sempre centrale per queste miniere ad alta quota, venne quasi definitivamente risolto, solo un a trentina di anni più tardi, con la costruzione, nel 1898, di una avveniristica teleferica per il solo trasporto di materiale. Per gli uomini che lavoravano al Bet, trecento circa a quell'epoca, la via di comunicazione con il fondovalle continuò ad essere la mulattiera.

Forni di San Martino - Fusione della Calcopirite

La calcopirite grossolanamente frantumata veniva arrostita a 600 - 700°C e liberata da gran parte delle impurità in particolare dallo zolfo. L'odore prodotto doveva essere mefitico, ma il minerale risultava alleggerito e più facilmente trasportabile a valle.

Là,presso la Fonderia della Tuccia, il materiale ulteriormente surriscaldato ad una temperatura di 1200°C ed insufflato, veniva fuso dando rame puro al 98%. Questo tipo di lavorazione, finalizzata alla produzione di rame metallico, venne abbandonata alla fine dell'ottocento, in quanto risultò più redditizio utilizzare il minerale per la produzione di solfato di rame e acido solforico.

Fonderia la Tuccia

Costruita nel 1866, costituiva il punto di arrivo del minerale. Qui veniva frantumato e lavato, prima di essere spedito ai vari mercati. Il nome Fonderia non era che un precedente toponimo dei sito, relativo ad un impianto industriale, del quale non si è ancora trovato traccia.

Antiche miniere

Già l'uomo primitivo utilizzava la calcopirite per ottenere rame. Con esso fabbricava armi e utensili, forgiandolo a colpi di martello. Gli antichi Egizi producevano e utilizzavano il rame già nel IV - III millennio a. C. per fabbricare stoviglie, oggetti di culto, di arredamento e di ornamento.In Europa si cominciò a produrlo e utilizzarlo dal 2200 a.C. Benché alcuni studiosi ipotizzino uno sfruttamento antico del rame del Bet, i primi documenti scritti, che citano miniere di rame situate in questa zona sono di epoca medievale. I primi sondaggi documentati al Bet risalgono al 1790 circa, ad opera di un capitano dell'esercito sabaudo, nativo di Massello (comune sotto il quale si trova porre delle miniere), mentre la scoperta del filone principale, sotto il colle del Bet da parte di un abitante di Troncea, avvenne solo nel 1850.

Genesi dei minerali

Il minerale di rame, la calcopirite, si trova nel sottosuolo sottoforma di ammassi lenticolari, con le prasiniti a tetto, il tutto incluso nei calcescinti. Il giacimento principale affiora a sud est del colle del Bet, sul versante di Massello a 2833 m per poi inabissarsi rapidamente nel sottosuolo, puntando decisamente in direzione ovest, verso il versante di Troncea. Il minerale affiora in altri tre punti a quote comprese tra i 2920 e i 2250 m. Sembra che il minerale si sia formato circa 135 - 170 milioni di anni fa, nel periodo Cretaceo dell'era Mesozoica, quando le Alpi si stavano ancora formando sul fondo dell'imme?nso oceano di Tetide. Immaginate sul fondo dell'oceano piccoli camini vulcanici, pieni di magmi caldissimi (500°C circa). L'acqua del mare, estraendo in contatto con il magma, all'interno dei camini, ne asportò gli ioni metallici di ferro e di rame (lisciviazione), i quali risalirono lungo i camini stessi e al contatto con l'acqua fredda in sommità del Ghinivert, precipitarono, depositandosi sul fondo marino sottoforma di calcopirite.

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